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"Per Spirito di Servizio"
Non sappiamo spiegare molto bene perché abbiamo detto di sì. Dev'essere tipico di noi scout, questo agire folle, questo mettersi costantemente in gioco.
Quanto tempo era passato dalla nostra specialità di regista insieme? Due anni? Da quanto tempo la macchina da presa restava ferma? Decisamente troppo.
Damiano e Gioele stavano tornando.
 
 
Scena 1
(Un pomeriggio di ottobre. Gioele è a casa, prende il telefono, compone il numero.)
Gio: Ciao Damiano, sono il Gioele! Come stai? Senti, la Chiara, la capo reparto, ti ha già parlato di quella cosa... No? Allora, ti spiego, si tratterebbe...
 
(Mentre Gioele e Damiano discutono, Ilaria spiega. Sfondo: panorama dalla chiesa di Bogogno)
Ila: Io sono Ilaria, sono maestra elementare a Bogogno. Qualche anno fa, esattamente a settembre 2012, ha cominciato a frequentare la quarta un bambino che veniva dall'altra parte dell'Italia: Gabriele, da Palermo. Ho pensato: lungo quest'anno, perché non parlare in classe di Palermo? Perché non far conoscere la città da cui veniva Gabriele ai suoi compagni, perché non farlo sentire un po' a casa? Perché tra Palermo a Bogogno c'è davvero un mare di differenza.
 
(Inquadratura: Gioele e Damiano, seduti a casa di Ilaria)
Gio: Così la maestra ha cominciato a leggere un libro, Per questo mi chiamo Giovanni, di Luigi Garlando.
Dami: Questo libro racconta di un bambino di dieci anni, Giovanni. A scuola con lui c'è Tonio, il bullo, il prepotente, quello che fa sempre quello che vuole.
Gio: Giovanni però non ha il coraggio di denunciarlo... Così il papà decide di spiegargli il perché lui porti questo nome, perché si chiami Giovanni.
 
(Di nuovo Ilaria. Stessa inquadratura)
Ila: Così il papà gli racconta della vita di Giovanni Falcone, lo porta a vedere i luoghi di Palermo in cui il magistrato ha vissuto. Così Giovanni capisce... E si ribella a Tonio.
 
 
Gioele, questa sceneggiatura non va bene! Praticamente spieghiamo già tutto quello che c'è nel video!
E io su cosa lo scrivo l'articolo? Sui piccioni volanti della Papuasia? Sulla piaga sociale del mutismo dei pappagalli?
Sì, ma un minimo di suspance, perdindirindina! Adesso il copione lo scrivo io.
 
 
Scena 2
(Mentre la voce fuori campo racconta, scorrono le immagini del dietro le quinte)
Dami: Avevamo solo un mese di tempo: il limite per partecipare al concorso del Centro Paolo Borsellino, "Quel Fresco Profumo di Libertà", stava arrivando in fretta.
Gio: Saremmo potuti andare al Quirinale, avremmo conosciuto Rita Borsellino, se fossimo stati tra i cinque vincitori!
 
(Di nuovo Gioele, Damiano a casa di Ilaria)
Dami: Tutto sommato, non abbiamo fatto un corto troppo pensato, troppo elaborato, troppo ragionato.
Gio: Tutto quello che abbiamo fatto prima delle registrazioni è stato scrivere una scaletta, e una serie di domande per gli alunni, che ormai erano in prima media.
Dami: La maestra Ilaria ha avuto mano libera. Ogni volta che cominciavamo a registrare non sapevamo minimamente cosa avrebbe detto. Ilaria è una persona davvero piena di idee, cose da raccontare, è... (si blocca)
Gio: Vulcanica, forse volevi dire vulcanica.
 
(Entra Ilaria con due tazze)
Ila: Allora, questo è il tuo tè, Gioele... E questo il latte e menta di Damiano.
 
Dami: Ma la vera incognita erano...
 
(Schermo nero all'improvviso)
 
Dami: (con il vocione) I ragazzi.
 
 
Damiano, per piacere, il vocione no. Non sei capace.
Uffa, Gioele, come sei...
Ho detto di NO. Ora, se permetti, continuo io.
 
 
Scena 3
(Voce fuori campo. Immagini dal dietro le quinte)
Gio: Che cosa avrebbero fatto? Avrebbero detto qualcosa? Sarebbero stati imbarazzati?
Dami: Di sicuro non avremmo potuto farli recitare, o far dire le cose che avevano già scritto.
Gio: Spon-ta-nei-tà. Ci voleva spontaneità.
Dami: E così li abbiamo lasciati parlare. Hanno detto delle cose bellissime.
Gio: Ci hanno regalato splendidi sorrisi, risate gioiose. Credo sia stata la parte più bella di questo lavoro.
Dami: Che però era solo all'inizio.
 
(Sottofondo musicale epico)
Gio: Il montaggio. Condensare tutto quello che ci era stato detto in 15 minuti di film. Far stare tutto è stato molto impegnativo.
Dami: Un lavoro febbrile.
Gio: Ho avuto il raffreddore per una settimana, dopo aver montato il video.
Dami: Giorno, e notte, e giorno, e notte. Lavoravamo instancabilmente.
 
Ila: Per fare questo video ci sono volute qualcosa come trecento ore e l'impegno costante di ventisette volontari, tra insegnanti, scout, genitori, alunni, musicisti.
Gio: La colonna sonora di questo video è inedita: è stata suonata per noi da I Lamiere Contorte.
Ila: Gian Vito l'ha scritta proprio nel 1992, l'anno dell'attentato a Falcone.
 
 
Scena 4
Ritorniamo a casa di Ilaria
 
Gio: E improvvisamente, il 14 novembre, era tutto finito. Un giorno prima della scadenza del concorso.
Dami: Il 23 gennaio abbiamo finalmente saputo i risultati. Non avevamo vinto. Ma ci eravamo divertiti tantissimo.
Ila: Da questa pazzia è uscito un ottimo lavoro. E questa è un po' la nostra vittoria.
 
 
Titoli di coda.
Articolo di Gioele, Gufo Puntiglioso

 
 

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